Via B. Cottolengo, 10
20099 Sesto San Giovanni (MI)

Parole dalla Direzione del 3/2/2020

Parole del Parroco :

 Parlando coi ragazzi della terza media e coi genitori dei bambini che sono in quinta mi sono accorto che c’è una sorta di ansia. Con l’avviarsi dell’anno si comincia a pensare anche al futuro che si cela al di là dell’estate: la scelta della scuola che il grado superiore preannuncia. Così i ragazzi valutano la scelta della scuola superiore e i genitori valutano la scelta della secondaria. Ma anche per i genitori dei bimbi tra i due e tre anni si apre la necessità di valutare un aiuto per la crescita educativa.

Infatti, soprattutto per un genitore cattolico diventa importante fin da subito dopo il battesimo, valutare attentamente le proposte dei progetti pedagogici delle varie istituzioni.

Non tutti sono uguali!

Mettere a tema una crescita umana completa non può esulare da uno stile che si rifà a Cristo, quindi uno stile “cristiano” che da secoli ha plasmato la pedagogia delle scuole cattoliche come quelle ideate ad esempio da san Giuseppe Calasanzio, sant’Angela Merici o san Giovanni Bosco. Questi riuscirono a rendere la scuola gratuita ed aperta a tutti, non solo ai ceti medio-alti della popolazione. E anche se oggi non si riesce più a mettere a disposizione gratuitamente il servizio scolastico, nonostante il riconoscimento paritario, è evidente che il valore aggiunto di un investimento economico in questo aspetto pedagogico e educativo è ancora più che valido.

Ecco allora perché ci è sembrato opportuno e indispensabile rischiare. In un momento storico davvero complesso dove il lavoro e la famiglia non sono più valori non negoziabili, come Parrocchia non possiamo tirarci indietro: vogliamo aggiungere un ulteriore tocco al bel stile che già negli anni ha caratterizzato la nostra Scuola Materna. Vogliamo proporre già da settembre la sezione Primavera. E appena riusciremo a ristrutturare l’ex casa delle suore, proporremo il Nido-Scuola.

Sono sfide certamente impegnative quelle che ci stiamo proponendo. Ma è proprio nei momenti “difficili” che il Signore ci chiama ad uscire dalla paura e dalle chiusure per seguirlo nella missione che ha iniziato morendo e risorgendo per la Sua Chiesa. Non possiamo tirarci indietro di fronte ad un amore così prezioso. Insieme e insieme a lui ce la faremo.

Buon anno!

don Gianmario

 

La parola del Direttore :

 

NELL’EDUCAZIONE UN TESORO

Jaques Delors,  presidente della  “Commissione Internazionale sull'Educazione per il XXI secolo “ nel 1996 scrive un Rapporto all'UNESCO che cambia radicalmente i connotati della scuola italiana ed europea ed il  ruolo che questa assume per il futuro dei giovani.

Il concetto di scuola veicolato dal rapporto Delors è definito nell'idea che l'apprendimento racchiuda (o meglio,  disveli) un tesoro, come ben esplicitato nel titolo del documento “ Nell'educazione un tesoro”.

La scuola (tutta la scuola, ed a maggior titolo la scuola dell’Infanzia) così intesa ha il dovere di promuovere quattro tipi fondamentali di apprendimento tra loro interconnessi:

1. Imparare a conoscere, cioè acquisire gli strumenti della comprensione

2. Imparare a fare, in modo tale da essere capaci di agire creativamente nel proprio ambiente

3. Imparare a vivere insieme in modo da partecipare e collaborare attivamente all'interno di un contesto fatto di relazioni comunitarie

4. Imparare ad essere, un percorso che deriva dall'evoluzione degli altri tre

La scuola deve consentire ai bambini di "sperimentare le tre dimensioni dell'educazione: etico-culturale, scientifico-tecnologica, economico-sociale". Queste tre aree di apprendimento racchiudono "le dimensioni della persona (aspetto teoretico, scientifico, etico, religioso, estetico, espressivo), del cittadino (aspetto relazionale, comunicativo, sociale, civico, politico, organizzativo) e del lavoratore (aspetto progettuale, operativo, produttivo, economico)": alla scuola il compito di coltivarle nell'ambito del curricolo scolastico fin dalla prima infanzia.

Il rapporto Delors pone sfide impegnative ai docenti e alle scuole, tra cui rendere la scuola più attraente e nello stesso tempo più connessa alla realtà, aderente al qui ed ora.

La scuola è luogo di vita, di costruzione di esperienze e non solo un luogo di passaggio. I bambini sono le persone dell’oggi e non soltanto i cittadini di domani.

Le parole chiave sono significatività, cooperazione, cittadinanza e contribuiscono a costruire la metafora della scuola-comunità. Questa costruzione avviene con tempi lenti, lavorando insieme, collaborando (alunni, insegnanti, genitori), facendo alleanze, aiutandosi reciprocamente con la consapevolezza che la comunità, per quanto artificiale come quella scolastica, non è un punto di partenza, ma un processo che si definisce giorno dopo giorno. La scuola-comunità disegnata dal rapporto Delors non è un ambiente romantico in cui tutto funziona e in cui tutti sono d'accordo; è anche un ambiente dove i conflitti esistono e sono potenzialmente riconosciuti come ambienti di apprendimento in cui le scelte di ognuno e di ognuna possono contribuire mantenere la comunità un luogo plurale.

E’ questa la sfida che vogliamo raccogliere e che diventa sfondo culturale e programmatico nel quale si inseriscono le attività che proponiamo ai bambini e le esperienze che intendiamo far vivere alla prima infanzia.

 Lucio Vinetti