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Parole dalla Direzione

 La   scorsa   settimana   insieme   al notiziario  avete  ricevuto  anche  il Regolamento   Scuola-Famiglia   a.s.

2017/2018;  la  parola  regolamento mi ha stimolato una riflessione che vorrei condividere con voi.

 

Le parole e la loro storia ci vengono ancora una volta in aiuto:

Regola deriva dal latino e significa letteralmente "guidare dritto" e stava a indicare l'asticella di legno che serviva per tirare linee dritte.

Nelle comunità cristiane, indica poi il coplesso di norme secondo le quali è organizzata la vita dei monaci.

Norma deriva anch'essa dal latino e significa "squadra", strumento utilizzato da tecnici e operai per tracciare e prendere misure.

Tra il modello autoritario delle generazioni delle bisnonne e il permissivismo sfrenato, oggi è largamente condiviso (e consigliato) da psicologi ed esperti dell'età evolutiva un approccio educativo autorevole sì ma lontano da qualsiasi estremismo.

“Educare  –  non  lo  diremo  mai  abbastanza – deriva da educere, cioè guidare  senza  soffocare:  affetto e  rimprovero,  insomma,  hanno  uguale  importanza”,  sosteneva  Giovanni  Bollea,  padre  della  moderna neuropsichiatria   infantile.   Tutti d'accordo, allora, le regole servono per crescere bene e vivere, nel mondo, insieme agli altri. Tuttavia, molto  spesso,  è  una  vera  impresa farsi  ascoltare  -  pensano  la  maggior parte  dei  genitori.  I  bambini  hanno bisogno di regole.

Negli ultimi anni, i genitori  attribuiscono  un  ruolo  sempre  più  centrale  al  fatto  di  essere amati  (tanto)  dai  figli.  Spesso,  l'autorevolezza  è  totalmente  sostituita dall'affettività.  Per  questo,  tolgono tutto  quello  che  può  provocare  una reazione  negativa  da  parte  del  bimbo”, dice Giuliana Franchini, psicologa e psicoterapeuta,    specializzata nell'età evolutiva e nel sostegno alla famiglia. Come mai mamme e papà di oggi   manifestano   questa   richiesta così forte di essere amati il più possibile   dai   bambini?   “Nella   società attuale,  il  figlio,  molto  spesso,  è  la risposta narcisistica ad alcuni bisogni dell'adulto, è quello che deve realizzare una aspettativa. Ora, posso far- lo anche a 50 anni... E, in ogni caso, le aspettative  inconsce  e  non,  verso  il figlio, spesso, sono enormi”.

Forse quanto sopra tocca o ha toccato anche alcuni di voi, chiediamo allora alla Santa Famiglia di Gesù, Maria e  Giuseppe  di  aiutare  ognuna  delle nostre  famiglie  nel  difficile  compito di  educare  dettando  regole  e  norme per il bene dei nostri piccoli.

 

Buona settimana a tutti.

Don Tarcisio