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20099 Sesto San Giovanni (MI)

LABORATORIO TEATRALE
Come vi era stato anticipato nel n. 23 dell’Informascuola, nei mesi di marzo e aprile i nostri bambini medi e grandi, suddivisi per gruppi, hanno partecipato ad un LABORATORIO TEATRALE, guidato da Silvia e Rita, due operatrici specializzate in teatro di animazione.                                                   “Il laboratorio proposto – chiariscono le due conduttrici - parte dall’osservazione del gioco infantile. I bambini trasformano cose in personaggi con un continuo rimando fra vero e finto: tutto può prendere vita ed “essere giocato”. L’animazione spontanea di avvenimenti quotidiani o di avventure strabilianti permette di leggere sentimenti ed emozioni che spesso i bambini tendono a nascondere”.      Il percorso concordato con le maestre voleva essere coinvolgente per i bambini e le bambine, e allo stesso tempo complementare ai temi trattati dalla scuola quest’anno. In particolar modo si volevano affrontare i temi delle emozioni e dello stare in gruppo, secondo quanto il percorso dell’anno suggerisce in questo periodo. Personaggio principale è stato Gugù, un burattino primitivo molto triste per aver perso i suoi amici: per fargli compagnia, ogni bambino si è cimentato nella costruzione di un suo burattino, realizzandolo, secondo il proprio gusto, su una struttura costituita da un tappo di sughero e un bastoncino di legno, e utilizzando bottoni, lana, stoffe e materiali “poveri”per dargli corpo; e alla fine dandogli un nome. Il proprio Gugù è stato accudito, coccolato, seguìto nella sequenza di azioni quotidiane… e alla fine presentato al villaggio, con la sottolineatura di una caratteristica “positiva”, un “talento speciale” che ogni Gugù avrebbe potuto mettere a disposizione del gruppo: perché, quando si è in tanti, è necessario mettere insieme le proprie risorse ed imparare a governare le proprie emozioni e sensazioni; così, per far superare stati d’animo come rabbia, tristezza, timidezza, ogni bambino/burattino ha proposto un gesto o un’azione, che sono stati ripetuti da tutti e che alla fine hanno costituito una sequenza di gesti : una vera danza della gentilezza. Un’altra emozione che è stata affrontata, con l’aiuto del linguaggio delle ombre, è quella della paura: utilizzando teli e torce i bambini hanno potuto sperimentare come diventano le cose dietro il “telo della paura”. Hanno inventato personaggi, scegliendo oggetti e tessuti per trasformarsi ed “entrare nel telo”: ma acquisendo confidenza con il buio, sono riusciti a trovarne gli aspetti positivi e divertenti, individuando in sé il super eroe scaccia-paura. Una bella acquisizione di consapevolezze, competenze e rinforzi, vissuti con creatività, curiosità, partecipazione e coinvolgimento, che hanno rese felici anche le conduttrici!!!